[Politica fai da te. Prima puntata.] Il teorema dell’uomo mediocre.

Pubblicato su Uncategorized il 15 Luglio, 2008 da gotchagotcha

Con questo post voglio inaugurare una serie riguardante tecniche, pratiche e artifici che via via vedo usare in politica. Ovviamente non mi riferisco di certo alle migliori, ma a quelle più subdole, viscide e scoraggianti, che però, nonostante tutto, sono sovente praticate e messe in atto in maniera sistematica a tutti i livelli di partiti, stato, associazioni e anche in campo lavorativo. Ovviamente non mi pongo nè come esperto, nè come sommo conoscitore, ma semplicemente ogni tanto mi capitano sotto gli occhi cose interessanti e mi diverto a scriverle.

Il teorema dell’uomo mediocre.

Come conquistare il potere all’interno di un’organizzazione? Beh se si hanno specifiche abilità, riconoscimenti, meriti e competenza comprovata ci si può basare su queste e cercarle di farle valere, appellandosi a uno spirito meritocratico che si suppone sia in tutte le istituzioni. Tuttavia spesso accade che questo spirito non c’è o, molto più semplicemente, non è facile misurare le vostre abilità, i vostri meriti e le vostre competenze in una maniera oggettiva e quantificabile quanto basta per stabilire un metro di paragone, che poi possa essere usato per dire chi è meglio che comandi. Spesso inoltre, sopratutto se non si tratta di un lavoro specialistico e critico come potrebbe essere un lavoro tecnico, medico o artistico, è molto importante il modo in cui vi saprete rapportare alle altre persone, interagire con un grupppo di lavoro, saper convincere e raccogliere consenso e fiducia. Visto che la situazione più frequente è proprio questa, non perchè si vive in una società malata, ma perchè è proprio caratteristico delle “società umane”, c’è un metodo abbastanza buono per raggiungere l’obiettivo di: ottenere consensi, crearsi un nutrito gruppo di fedeli collaboratori, gestire il tutto in maniera centrica e quasi dittatoriale, riuscendo così ad ottenere per sè tutti i meriti, vantaggi ed onori. Inoltre potrete anche scalzare la concorrenza di personaggi più democratici, magari anche oggettivamente più capaci di voi.

Il trucco è semplice. Supponiamo di prendere il più inutile e mediocre in un gruppo. Generalmente questa persona non avrà capacità particolari, anzi in genere le avrà sotto la media e non riesce normalmente a conseguire alcun risultato interessante. Questa persona sarà naturalmente affetta da un senso di inferiorità e frustrazione piuttosto grande, senza  contare che spesso si vede passare avanti da chi è più sveglio, attenzione non più bravo, di lui, col risultato che finisce per chiedersi perchè a lui si ed a me no. Ora, il buon senso vorrebbe che nella scelta di un collaboratore andremmo in cerca del più qualificato, in modo da svolgere il lavoro al meglio. Qui sta l’errore: a noi non interessa di svolgere in lavoro al meglio e di conseguenza fare l’interesse comune, no! A noi interessa di avere più potere, più controllo. Se iniziamo ad affidare a questo personaggio dei lavori di responsabilità, spesso anche mettendolo sopra a chi prima lo gestiva, succederà la seguente cosa: costui inizierà a riaquistare fiducia in se stesso, farà i lavori anche se non come andrebbero fatti, ma li farà e sopratutto si sentirà per una volta tanto al pari degli altri: libero dal suo costante senso di inferiorità. Chi adorerà per questo? Ma voi ovviamente! Che gli avete dato una gran possibilità e avete visto le sue reali capacità. Attenti, qui è importante fare attenzione perchè arriva la chiave di volta. Bisogna ben tenere a mente due cose: la prima è che non si può cavare il sangue dalle rape, se uno non è un granche, tale rimane: quindi se gli affiderete dei compiti troppo demandanti finirà per farli male e questo ricadrà su di voi. La seconda è che potrebbe gonfiarsi un po’ troppo, scoppiare e farvi fare una gran figuraccia. In realtà non va considerato come un collaboratore, ma come un esecutore. Va estromesso da qualsiasi processo decisionale e quando riceve una commissione, questa deve essere specificata da voi in tutti i particolari che lui dovrà eseguire con cieca fiducia. Ora anche i brocchi non sono così brocchi e potrebbe darsi che all’amico venga uno scrupolo, un’idea, un moto di pensiero proprio. Questa situazione va gestita subito mettendolo davanti a qualcosa più grande di lui o ancor meglio favorendo pubblicamente una sua idea, da portare avanti in maniera indipendente, che poi porterà ad un sicuro fallimento e al solito lago di tristezza a cui era abituato. Eseguito ciò, va subito rimesso al pigio con un’altro ordine in cui ha solo da fare una cosa: eseguire, senza domande e senza perchè. Al completamento, ripagarlo con l’autorità di comandare chi lo aveva deriso nel precedente fallimento, che lo inebrierà e gli darà soddisfazione. Usando questo ciclo, si può ottenere uno vero e proprio schiavo che si abituerà a darvi carta bianca, perchè diventerete la sua unica fonte di soddisfazione e accettazione personale. “Fai come ti dico e vivi, disobbesci e crepa” in parole povere. Ovviamente non si può fare con tutti, ma ci vogliono dei bei cretini d.o.c. che non vi facciano perdere tempo ma capiscano subito l’antifona. Quello che ottenete è un’esercito di galoppini incapaci, terribili a portare avanti i compiti in maniera indipendente, ma ottimi sostenitori ciechi della vostra causa, incodizionamente fedeli in proporzione a quanto falsa e sconsiderata è l’assegnazione delle responsabilità a persone del genere. Il lavoro, quindi l’organizzazione, non ne beneficia affatto. Ne beneficerete voi che raccoglierete consenso, controllo (perchè li dovete controllare per forza) e popolarità, perchè il loro non farsi domande su come mai riescano ad andare avanti a chi se lo merità di più, corrisponde al non farsi domande sui vostri scopi, quindi ad un continuo osannarvi come illuminati leader. Mai farsi domande: salterebbe fuori che sono le solite burbe inutili che farebbero meglio a trovarsi una fatica che meriti il nome.

Ragionando un attimo si evince che questo modello è molto più forte di un modello meritocratico: meno discussioni, più velocità decisionale, nessuno controlla il vostro operato o lo mette in dubbio. Ascesa al potere più veloce e incontrastata: piano piano tutti si sottomeno a questo gioco e ne fanno parte. Se invece fosse meritocratica ci sarebbero continue lotte di potere, discussioni, confronti, riunioni, accordi. Lunghissimo e non è detto che ce la facciate. Perchè probabilmente anche voi siete arrivati dove siete arrivati entrando in questo gioco e l’unico modo che uno come voi ha di andare avanti è ripeterlo con chi ha sotto. Guardatevi quindi intorno: la c’è il tipo sfortunato in genere che è preso in giro da tutti che aspetta solo voi, la c’è la mogliettina insoddisfatta, priva di qualità e vuota che non vede l’ora di decantare le vostre lodi in cambio di un po’ potere. Perchè di potere si parla, non di fare qualcosa di buono o per bene. Si parla di promuovere voi che poi promuoverete qualcuno, che a sua volta promuoverà qualcun’altro e così via. Gli unici di cui vi potete fidare sono i più deboli e mediocri, i più svantaggiati che la vita ha reso avidi di un minuto anche per loro. Non vogliono diventare bravi, intelligenti o forti, perchè ormai sanno che non lo saranno mai: conoscono i loro limiti e voi siete le persone adatte a farglieli ignorare e dimenticare, a convincerli che si sbagliano se faranno solo il piccolo sforzo di obbedirvi e riverirvi senza porsi un dubbio o una domanda su chi siete cosa fate e cosa volete. Poi comunque, le grandi soddisfazioni che danno correttezza, onestà, onore e serietà sono per chi è effettivamente capace di sostenerle, non è di sicuro roba per loro e saranno ben contenti di accontentarsi di successo e piccoli poteri e piaceri.

Se finora vi eravate affannati in partiti politici, associazioni o sul lavoro, cercando di essere bravi, onesti ed efficienti e non avevate mai capito perchè vi passava avanti una schierà di cretini, spero proprio che ora abbiate capito il perchè e quanto vi sbagliavate a buttare inutili energie dove davvero non servivano a nulla per la vostra soddisfazione personale, ma al limite potevano essere utili per qualcuno che poi si deve sorbire i risultati del cazzo del vostro lavoro e comunque nemmeno conoscete. Quindi, cogliete l’attimo, prendete quello che deve essere preso e godetevi la vita per voi ed adesso.

Si vola

Pubblicato su Uncategorized il 25 Giugno, 2008 da gotchagotcha

Oggi parto per le vacanze in Italia. Non vedevo l’ora, so quattro mesi che sto su e l’estate italiana mi mancava proprio. Quest’anno si può dire che è andata di lusso e già mi sto immaginato come ripetere l’espediente l’anno prossimo.

Ci sono comunque un po’ di cose che sono curioso di vedere quando torno: che succede al governo, i compagni dopo le elezioni, se il mare è sempre al suo posto e se il pesce Serra se n’è venuto dalla Turchia (che quest’anno lo prendo non ci so cazzi, mi sono fatto questa promessa) e se Piter, chi deve sapere sa, è sempre stupido come era o è peggiorato ulteriormente. Ma fondamentalmente me ne fregherò un po’ di tutto perchè è estate e so in ferie.L’unica cosa che so curioso di vedere so i soldatini a giro per la città. Certo che ai tempi presero il fucile e se ne salirono su per le boscaglie in seguito ad avvenimenti simili. Oggi pare esagerato e fuori luogo, anche perchè il governo dice che è per la nostra sicurezza contro gli immigrati casinari. E’ vero, gli immigrati hanno causato problemi, ne causano e ne causeranno sempre, come del resto a Londra, a Parigi, a Monaco, a Madrid. Ma in questi posti l’esercito se ne sta a pensare a cose da esercito e la Polizia fa il suo. Insomma hanno dei governi che riescono a risolvere la questione usando i mezzi standard di un paese democratico. Il nostro evidentemente non ce la fa, perchè i soldi per le forze dell’ordine, che già erano pochi (l’hanno scorso s’era saputo che a volte i carabinieri fanno il pieno alle macchine di tasca propria e poi si fanno ridare i soldi in busta paga un mese dopo) so stati ridotti per pagare la riforma dell’ICI. Insomma un bel lavoro, bravi. Tutto questo mi rende curioso di tornare e in un clima di sana polemica all’italiana.

Con questo concludo e finisco di fare i bagagli. Ciao tutti e buone ferie.

Broken shoes

Pubblicato su Uncategorized con i tag, , , , , , , il 20 Giugno, 2008 da gotchagotcha

E’ stata una settimana densa di avvenimenti e cambiamenti nella mia vita Londinese.

Primo avvenimento importante da commentare e’ la rottura delle mie amate Adidas bianco arancioni. Queste scarpe, che comprai a una svendita al bivio di Paganico, hanno avuto per me una grande importanza. Tutto nasce con un legame affettivo profondo: le povere calzature, fin da pochi minuti successivi al loro acquisto, sono state bersaglio di prese in giro, motteggi e sfotto’, vista la loro inconsuetudine per i gusti dei miei concittadini. Questo le ha fatte apparire ai miei occhi come una sorta di amico svantaggiato e tormentato di cui finisci per prendere le difese. Naturale e’ stato quindi il legame che si e’ instaurato con loro. Ma sono anche le scarpe che mi hanno accompagnato in mille avventure, come ad esempio la mitica partita Italia - Marocco giocata al matrimonio di Said… partita per la quale tali calzature si sono rivelate del tutto inadatte a causa della suola liscia e consunta, causando un pauroso scivolone verso una platea di parenti del buon Said, che secondo me ancora mi prendono per il culo…. e mille altre storie ancora. Una rivincita per questi egregi calzari comunque c’e’ stata: appena arrivato a Londra tutti hanno iniziato a decantarne il fascino retro e a lodare il mio gusto nella scelta! Insomma un trionfo finale, anche perche’ sono le migliori scarpe per girare in una citta’ del genere. Alla fine poi, a causa della sporcizia del mio bagno mi sono preso il piede d’atleta. Questa malattia e’ dovuta a un fungo che si instaura in piedi/scarpe/calzini, insomma una rottura di palle. Wikipedia, che ha sempre ragione, consiglia di lavare tutto ad acqua caldissima per uccidere il parassita e … questo e’ stato il risultato:

quindi sentivo di dover dare un doveroso saluto a queste scarpe che mi hanno accompagnato per cosi tanto tempo (due anni, mica seghe).

Lavoro: ho piantato il lavoro. Ora avrei anche voglia di scrivere in maniera piu’ approfondita sul perche’ e sul per come. Pero’ ho gia’ speso troppe parole sulle scarpe e non me la sento di narrare le mie sfighe professionali. Riassumiamo dicendo che la ditta dove lavoravo era un po’ poco seria, mi sono trovato a lavorare con un personaggio poco serio che pensava di essere un rock star dell’informatica, invece era ovviamente un coglione ebbasta e ad un certo punto ha preso il sopravvento l’orgoglio di ingegnere e gli ho cacato sul petto. A nulla sono valse le richieste del capo di rimanere, promesse di salario piu’ alto e via dicendo. Dai coglioni, evvia.

Casa: sono riuscito ad affittare ’sta topaia a due cerebrolesi qui del posto. Sono contentissimo! Non ne potevo piu’. Sopratutto dopo che un mese fa c’erano entrati i ladri in casa e si erano presi il computer e l’ipod di Jon. Da quel giorno siamo vissuti sul chi vive ed ad ogni rumore sobbalziamo. Percio’ non mi manchera’ e mi manchera’ ancor meno Seven Sisters road che e’ saltata fuori essere la strada piu’ losca di tutta Londra.

Insomma si ricomincia da capo. Tabula rasa. Speriamo di trovare qualcosa di meglio, dopo le vacanze che secondo me mi prendero’ a giorni. Tanto non ci so cazzi, quando l’estate chiama io rispondo. Ciao Inghilterraaaaa.

London life

Pubblicato su Uncategorized il 15 Maggio, 2008 da gotchagotcha

Dopo diverse settimane riprendo in mano il blog. Non che non abbia avuto il tempo, solo che so stati giorni di adattamento alla nuova casa e al lavoro. Ecco una diapositiva del mio soggiorno:

soggiorno

La casa…. è un po’ una delusione. Ha mille difetti e i coinquilini non brillano in socievolezza. Unica nota positiva è che ad andare a lavoro mi ci vogliono 20 minuti. Sto seriamente pensando di andarmene comunque e trovarne un’altra in una zona migliore. Per il resto la vita si è un po’ rallentanta. Dall’allegra confusione di gente dell’ostello, sono passato a una vita lavorativa lenta e un po’ monotona. Le giornate infrasettimanali sono lunghe e le serate noiose. Devo dire che speravo di più da questa vita londinese. tutti comunque mi dicono di dare tempo al tempo ed è così che farò.

Ho trovato un posto interessante: www.workersplaytime.net

che è proposto come social club. Manco a dirlo mettono la stessa musica del depietro. solo meno pacco ma più inglese. e sopratutto non c’è savino a servirti con la sua tipica allegria.

Ad ogni modo qui i compagni ci sono ma sono nascosti. In giro ogni tanto trovo tracce inequivocabili, tipo questa:

che poi so anche un po’ troppo pesi forse. Ma quassù mi domando chi li voti. Mah..

Compagni un saluto dalla città dove Marx scrisse il capitale. Lavoratori di tutto il mondo, UNITEVI!

… e casa fu.

Pubblicato su Uncategorized il 17 Aprile, 2008 da gotchagotcha

Dopo giorni di vari giri, visite, cazzi e mazzi. Alla fine ho trovato casa. Un po’ mi dispiace lasciare l’ostello dove sono stato per un mese, anche perchè mi trovavo parecchio bene coi coinquilini. Vabbè… La nuova casa sta a Holloway, nel Nord-Est. In una strada vicino a Seven Sisters (sai che coglioni con sette sorelle … mah…).

Domani mi trasferisco, Lunedì inizia il lavoro. Si comincia per davvero a vivere a Londra. Vediamo che succederà.

Basta so stanco, ciao.

1944 - 2008

Pubblicato su Uncategorized il 14 Aprile, 2008 da gotchagotcha

Nel marzo del 1944 Togliatti, dopo aver avuto un incontro con Stalin, tornò in Italia e praticò quella che rimase famosa come la svolta di Salerno con la quale il PCI, anteponendo la ragione di Stato a quella della deposizione della Monarchia, sancì il proprio ingresso nel Governo. L’ingresso del PCI nei Governi formati da Badoglio e dal socialista riformista Ivanoe Bonomi andava letto, nell’intenzione di Togliatti, come il tentativo di accreditarsi come forza responsabile e fondatrice della democrazia italiana.

… e nel 2008 dopo anni di onarato (si fa per dire, perchè ultimamente ci hanno onorato molto poco) servizio, usciamo dal governo. Chi l’avrebbe detto che ci avrebbe buttato fuori proprio quel pacioccone Veltroni. Lui, scivolo nel volgare purtroppo, ormai deve solo andarsene a fare in culo. Oltre ad averci buttato fuori per fotterci i voti è stato anche buono a perdere le elezioni. Oltretutto in maniere pesante, quasi come nel 2001. Ora altri 5 anni di quel coglione di Berlusconi non ce li leva nessuno. Evvero io me ne sto a Londra ora, ma non mi sento mica tranquillo. Qui di socialista non c’è un cazzo. Prima mi confortava sapere che a un’ora e mezzo di aereo potevo tornare in un paese di moderati costumi bolscevichi. Ora pian piano andranno dimenticati. Ci si dimenticherà della resistenza, dei collettivi, dei movimenti operai, delle femministe incazzate, delle feste dell’unità… Sento già qualcuno che brinda e festeggia a questo pensiero.

Che dire. A me i miei ideali non me li frega nessuno, però in parlamento non ci siamo più lo stesso. Mi chiedo come potremo ancora influire sulla vita di questo paese. Che nulla ci ha mai riconosciuto per intendersi… paese che ha votato Berlusconi ormai 3 volte. 2 volte dandogli una preferenza che mai nessuna coalizione aveva preso in Italia e dandogli la possibilità di fare i 2 governi più lunghi della storia della repubblica dagli anni 60 in poi. Uno l’hanno già fatto e non vedo ragioni per non farne un’altro. Oltretutto un paese che ha votato la Lega con una preferenza enorme…. Io non oso davvero pensare al futuro. Lo vedo poco roseo. L’unica cosa che mi viene in mente è che agli italiani serve il disastro per rendersi conto della situazione e rimboccarsi le maniche…. e che disastro sia. Le porcherie che vedremo in questi cinque anni sono puro terrore, basta usare semplici parole per evocarne alcune: Alitalia, Messina, Nucleare, Europa, Debito Pubblico, Mafia, Magistratura. Ciascuna di queste parole evoca un casino che ci sarà con questo governo. Speriamo che il buon napolitano regga e sappia metterci una pezza finchè può. Poi non si sa cosa succederà. Proabilmente fra cinque anni il PD ci sarà ancora. Per quanto riguarda noi… non lo so proprio.

Io me ne ritorno alle mie occupazioni da emigrato, al fatto che i miei coinquilini non comprendono tanto sconforto per un’elezione e per la politica in generale e penso agli amici giù che con me ci hanno sempre creduto e vorrei essere con loro.

Compagni un abbraccio.

Trovato lavoro… e nevica

Pubblicato su Uncategorized il 6 Aprile, 2008 da gotchagotcha

Dopo giorni di fatica ho trovato lavoro. Comincerò il 14 di aprile, questo vuol dire che non posso venire giù per le elezioni. Pace verrò a Maggio.

E proprio nel weekend in cui volevo festeggiare l’uscita dal mondo della disoccupazione… NEVICA:

Neve a Londra

Neve2

Londra bai nait

Pubblicato su Uncategorized il 3 Aprile, 2008 da gotchagotcha

Sto in un palazzone orrido, chi mi segue lo sa. Però dal 9° piano c’è una vista favolosa:

night2 night1

In attesa di impiego

Pubblicato su Uncategorized il 29 Marzo, 2008 da gotchagotcha

Per ora i miei giorni si alternano noiosamente fra telefonate di lavoro, colloqui e invio di CV su internet. L’altro giorno però era bel tempo (dopo una pasqua piovosa e fredda) e me ne sono uscito. Ecco qualche foto molto turistica:

Parlamento

The House of Parliement

 

e per chi ama il rock…

La fabbrica dei pinfloi

Passatempi innocui

Pubblicato su Uncategorized il 24 Marzo, 2008 da gotchagotcha

Per la serie gli immigrati si divertono male… ecco un coinquilino rumoroso: