Broken shoes

E’ stata una settimana densa di avvenimenti e cambiamenti nella mia vita Londinese.

Primo avvenimento importante da commentare e’ la rottura delle mie amate Adidas bianco arancioni. Queste scarpe, che comprai a una svendita al bivio di Paganico, hanno avuto per me una grande importanza. Tutto nasce con un legame affettivo profondo: le povere calzature, fin da pochi minuti successivi al loro acquisto, sono state bersaglio di prese in giro, motteggi e sfotto’, vista la loro inconsuetudine per i gusti dei miei concittadini. Questo le ha fatte apparire ai miei occhi come una sorta di amico svantaggiato e tormentato di cui finisci per prendere le difese. Naturale e’ stato quindi il legame che si e’ instaurato con loro. Ma sono anche le scarpe che mi hanno accompagnato in mille avventure, come ad esempio la mitica partita Italia - Marocco giocata al matrimonio di Said… partita per la quale tali calzature si sono rivelate del tutto inadatte a causa della suola liscia e consunta, causando un pauroso scivolone verso una platea di parenti del buon Said, che secondo me ancora mi prendono per il culo…. e mille altre storie ancora. Una rivincita per questi egregi calzari comunque c’e’ stata: appena arrivato a Londra tutti hanno iniziato a decantarne il fascino retro e a lodare il mio gusto nella scelta! Insomma un trionfo finale, anche perche’ sono le migliori scarpe per girare in una citta’ del genere. Alla fine poi, a causa della sporcizia del mio bagno mi sono preso il piede d’atleta. Questa malattia e’ dovuta a un fungo che si instaura in piedi/scarpe/calzini, insomma una rottura di palle. Wikipedia, che ha sempre ragione, consiglia di lavare tutto ad acqua caldissima per uccidere il parassita e … questo e’ stato il risultato:

quindi sentivo di dover dare un doveroso saluto a queste scarpe che mi hanno accompagnato per cosi tanto tempo (due anni, mica seghe).

Lavoro: ho piantato il lavoro. Ora avrei anche voglia di scrivere in maniera piu’ approfondita sul perche’ e sul per come. Pero’ ho gia’ speso troppe parole sulle scarpe e non me la sento di narrare le mie sfighe professionali. Riassumiamo dicendo che la ditta dove lavoravo era un po’ poco seria, mi sono trovato a lavorare con un personaggio poco serio che pensava di essere un rock star dell’informatica, invece era ovviamente un coglione ebbasta e ad un certo punto ha preso il sopravvento l’orgoglio di ingegnere e gli ho cacato sul petto. A nulla sono valse le richieste del capo di rimanere, promesse di salario piu’ alto e via dicendo. Dai coglioni, evvia.

Casa: sono riuscito ad affittare ’sta topaia a due cerebrolesi qui del posto. Sono contentissimo! Non ne potevo piu’. Sopratutto dopo che un mese fa c’erano entrati i ladri in casa e si erano presi il computer e l’ipod di Jon. Da quel giorno siamo vissuti sul chi vive ed ad ogni rumore sobbalziamo. Percio’ non mi manchera’ e mi manchera’ ancor meno Seven Sisters road che e’ saltata fuori essere la strada piu’ losca di tutta Londra.

Insomma si ricomincia da capo. Tabula rasa. Speriamo di trovare qualcosa di meglio, dopo le vacanze che secondo me mi prendero’ a giorni. Tanto non ci so cazzi, quando l’estate chiama io rispondo. Ciao Inghilterraaaaa.

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